13 nov 2007

addio caro... Giornale



ho i loro sguardi impressi nella mente, sguardi di colleghi ma anche amici... attoniti ed incerti. Sguardi di chi pensa al domani ma trova le strade sbarrate da ricordi atavici impossibili da rimuovere, ma anche di chi prova ad elaborare 'disegni criminali' per consumare una rapida vendetta. Sguardi di chi ha fatto della recente vita lavorativa la propria dimensione, ma anche di chi è sempre stato consapevole che la dimensione futura non avrebbe avuto alcun legame con quella attuale. Sguardi di chi, qui a lavoro, ha trovato veri amici ma anche di chi ha sempre evitato di creare legami in ambito professionale. Sguardi di chi è consapevole di poter 'scrivere' altrove e di chi invece ha maturato la convinzione di abbandonare il mondo del giornalismo con tutte le sue sfaccettature positive e le sue tante noti dolenti. Sguardi di che reputa di aver gettato i propri anni in un progetto fallito e di chi invece li considera una positiva parentesi professionale. Sguardi di chi ha rischiato di affogare in una lacrima e di chi, invece, è rimasto indifferente...
è bastata una telefonata, dall'altro lato c'era Nico: "whè... corri in redazione, è successo quello che non doveva succedere". Nella mia Clio, perennemente a riserva e con i tergicristalli a mezzo servizio e che ricordo di cambiare sempre e solo quando piove, ho raggiunto quel luogo nel quale ho trascorso gli ultimi 32 mesi. Sulla soglia c'era Enza, è bastato un incrocio di sguardi per capire cosa le stesse frullando in testa (è stato meglio non parlare). A seguire ecco Francesco, un pacca sulla spalla e via. Da lì alla redazione mi separavano due metri... 32 mesi praticamente che mi scorrevano vorticosamente nella mente. Quasi avevo paura di entrare per non fare i conti con la verità. Per la prima volta in redazione c'era silenzio. Un silenzio tanto desiderato in alcuni momenti ma ora 'assordante'. Un silenzio che ti raccontava tutto e ti sbatteva in faccia una verità che non avresti mai voluto apprendere. Un silenzio che difficilmente riuscirò a rimuovere. C'erano (in piedi e con tanto di giubbino già indossato) Nico, Marco, Gianni, Fabio e Armando, di fronte Gigi (il capo, nonchè pozzo di saggezza) e Paki immerso nelle sue due pagine di cronaca. Da lì a poco è arrivato Raff, mentre qualcuno cercava di pescare Alessandro in qualche anfratto del palazzo. Ho raggiunto la mia postazione, un'occhiata al monitor e via a battere il pezzo che sarebbe uscito oggi.
Il 30 novembre il 'Giornale di Caserta' chiuderà i battenti per far spazio ad un nuovo progetto più... ambizioso. In pochissimi, forse, ne faranno parte. Ma per chi rimarrà nulla sarà come prima... troppe persone stanno uscendo dalla mia vita, troppo in fretta... al momento ciò che mi resta sono i loro sguardi.

13 commenti:

viviana ha detto...

avevo abbozzato un primo commento nel tentativo di decifrare eventi che, invasivi e arroganti, nullificano aspirazioni e spirito di abnegazione....ma ci sono degli eventi indecodificabili....Avevo anche pensato ad un'affermazione di Gramsci sulla necessità della distruzione per la ricostruzione,ma credo che, per chi questi eventi li subisce, è difficile immaginare la distruzione come momento necessariamente precedente alla reinvenzione di se stessi....Vi,ti chiedo solo di non relegarmi ad un angusto cantuccio in compagnia di"chi esce dalla tua vita"...forse,come non succede da un pò di tempo,mi sento in grado di poter condividere le tue delusioni,dirette o indirette che siano.
Buona notte

Cerebrofagia ha detto...

Ma po chi era sto Francesco che ti ha dato la pacca sulla spalla?! Comunque la cosa migliore sarebbe far fare a questo blog la stessa fine de 'Il Giornale di Caserta'.
R.I.P.

Anonimo ha detto...

bell'augurio... grazie Ale, tu sì che sei un vero amico.
Distruzione come ricostruzione? Potrebbe essere l'argomento del prossimo post...

Anonimo ha detto...

il distruggere per ricostruire implica un impiego delle masse di lavoratori nel costruire da zero una società più equa... quindi implica un'assurgere a ruolo chiave del lavoratore come parte integrante, nonchè motore di un'azione rivoluzionaria...
questa invece la vedo come una rivoluzione oligarchica e classista, dove i lavoratori, quelli veri e sfruttati, sono fatti fuori da ogni tipo di decisione e in maniera irrevocabile...
con sommo rammarico mi unisco all'addio... lasciando in un rigo di quarXpress 3.3 gli ultimi 4 anni e 11 mesi della mia vita... tra gli altri e bassi il giornale c'è sempre stato... d'ora in poi chissà cosa ci sarà...
peez
DSKR

Anonimo ha detto...

Distruzione e ricostruzione: bel tema, adeguato soprattutto alla situazione. E' il ciclo della vita che è così, si perde e poi si vince, si sorride e poi si piange. Mi è capitato tante volte e, sono certo, mi capiterà ancora in futuro. Però, forse, questa volta fa più male delle altre. Fa male per tanti motivi: perchè in un colpo solo, da un momento all'altro, ti chiudono in faccia una porta che per te era importante; perchè la tua vita cambia completamente per la scelta arbitraria di qualcun altro; soprattutto perchè, senza poterci far nulla, all'improvviso, perdi persone che per te sono state importanti. Ma, si sa, dopo la tempesta c'è sempre un po' di quiete. Sarà scontato ma la speranza che domani sarà un po' meglio, è l'unica cosa che io ed i miei compagni di sventura possiamo fare per sorridere: almeno una volta, almeno per un po'...
Cià guagliù

viviana ha detto...

Vorrei solo rispondere a daskore....Il mio riferimento alla distruzione per la ricostruzione attraversa due differenti momenti;il primo,dell'esorcizzazione del demone del disfattismo naturalmente conseguente ad una sconfitta professionale;il secondo,dell'inapplicabilità di un'ottica ricostruttiva,a chi la distruzione la subisce.Ora,posto che la scelta del metodo esegetico di un'osservazione(mi riferisco a quella riportata di Gramsci) è insindacabile,e posto che la mia interpretazione rileva su un piano umano,scevro da qualunque condizionamento politico,mi pare che le tue argomentazioni,daskore,per quanto brillanti e coinvolgenti,palesino,in tal senso,la loro fallacia.Solo alcune precisazioni....
Buona giornata

Anonimo ha detto...

tra tutti quelli che si sono visti sbattere in faccia questa cruda e crudele sentenza, sono quello che da più anni lavora (o almeno c'ha provato) in quella redazione. Sei anni e più. Davvero tanti. Quasi un quarto della mia vita passata in quelle stanze rincorrendo un sogno stupendo: lavorare divertendomi. Ebbene da un giorno all'altro questa parte importante della mia vita è stata presa a calci nel culo.... Chi non conosce la nostra realtà e non ha vissuto quel mondo con la nostra passione e soprattutto senso di appartenenza, può soltanto provare ad immaginare cosa significa essere obbligati a dire addio a quelle quattro mura. Una sensazione troppo brutta. Mi era capitato spesso di fermarmi a pensare al mio futuro, ritrovandomi davanti tante incognite e punti interrogativi grandi così...Figuriamoci ora...Nichilismo puro....Per fortuna in questi anni in quella stessa redazione qualcuno è riuscito a costruire rapporti importanti e solidi, a dispetto di quell'ipocrisia che spesso regna negli ambienti lavoratovi.... In questi giorni molte persone hanno evidenziato il lato positivo di questa vicenda....LA SVOLTA....questa magica parola mi è stata ripetuta più volte...spero che sia davvero così..intanto non ci resta che continuare con onore fino all'ultimo giorno...... In fondo quel Giornale in certi momenti tanto odiato, resterà sempre una parte di noi....

Anonimo ha detto...

Ho appena votato il sondaggio. Come preannunciato, ho votato x il 'dare 1 testata all'editore'. Ma nn tanto x quello ke ci ha fatto negli ultimi gg, ma x quello ke abbiamo dovuto sopportare in tutti i mesi precedenti. Ma come lo facevamo noi era il modo di fare 1 giornale? Mai 1 riunione di redazione costruttiva, mai 1 briefing prima di cominciare a lavorare, ognuno (me compreso) ke faceva quello ke voleva... Vivrò in 1 mondo idealista ma nn credo proprio. Forse ragiono così xkè sn 1 di quelli ke guadagnava (e di conseguenza, lavorava) meno, ma a me ke il giornale kiuda nn me ne frega 1 cazzo. Mi dispiace solo ke nn ci sarà + 1 luogo fisso x incontrarci ma, se ci sarà la volontà, potremmo sempre vederci. Così vi lancio 1 idea: l'ultimo gg di lavoro tutti a cena...alla faccia di ki ce lo ha sempre messo nel culo.

Valerio

Anonimo ha detto...

Quando Nico mi ha chiamato pensavo fosse uno scherzo, addirittura arrivato in redazione, preso come al solito dai miei pennsieri, continuavo a non capire, sembrava la pubblicità della Coop, stavo quasi dicendo bravi, bella questa candid! Addirittura ho chiesto ad Armando se era vero o meno anche se la tristezza sul volto di tutti era abbastanza eloquente. Capito che era vero l'ho semplicemente sommato a tutti gli altri pensieri che avevo per la testa; risultato macchina sfondata, e più di un litro di alcol nel sangue (ah no ho sfondato pure una freccetta al locale).
Penso non ci sia bisogno di commentare il gesto dell'editore, si commenta da solo. Per quanto mi riguarda credo sia solo il segno di una svolta molto importante nella mia vita anche se ancora non so in quale senso. Spero in positivo. Come lo spero per tutti voi altri. In ogni caso sul piano professionale si può solo migliorare. Mi mancheranno tutti quei mercoledì in redazione con gente che urla, che ride, gente che si appiccica, gente che cerca di parlare al telefono, gente che rompe i coglioni, gente che si lamenta...; tutti quei sabati, quelle domeniche passate a prendere le partite dei miei pupilli o a fare titoli della minchia su Valentino Rossi, sfottendo sempre il povero malcapitato di turno (in genere Nico) per le squadre che perdevano. Insomma nonostante tutto mi mancherà il Giornale di Caserta. Ciaoooo a tutti ragà Raf.

senza parole ha detto...

Ho da poco messo piede in casa e, nella piena confusione di questa serata, pensavo proprio che ci sono degli eventi a cui è davvero difficile dare un senso...Ciò nonostante, a prescindere da ogni più complesso discorso sulla distruzione per la ricostruzione e senza voler sminuire la delusione e il senso di impotenza di chi li subisce, alcuni di questi eventi rappresentano probabilmente il segnale, la scossa che possono indirizzare verso la "retta via"...o almeno ciò è quello che mi auguro in questo momento!
Riallacciandomi, in fine, alle parole di Alessandro, penso che la cosa migliore sia che lui faccia la stessa fine de "Il giornale di Caserta", non certo questo blog, un ambizioso progetto di una persona che, malgrado tutto, cerca ancora di fare qualcosa di buono per il giornalismo e per la libera informazione.
Buona notte

Anonimo ha detto...

Viviana, preso atto del tuo parlar forbito, non c'era bisogno di risposta... dato che non c'erano domande e che il mio intervento era collegato a quello di enzo non al tuo... se così è sembrato scusa... vengo in pace... (°_^)Y
per lasciare un saluto e ricordare alessandro dorelli... prima che gli uscissero altre 7-8 palle... noi vogliamo ricordarlo su uno sgabello del queenwood o con la maglia della roma nel tentativo di toccare una palla in campo... la brutta fine già l'ha fatta ehehehe

Anonimo ha detto...

Cara Senza Parole l'unica volta che ho visto Vincenzo coinvolto in un'indagine giornalistica era per conto della Castelluccia (ristorante situato sotto il palazzo della nostra redazione). In quell'occasione, lo ricordo bene!, chiesero al nostro comune amico di scoprire la ricetta della peperonata per integrare il menu... ovviamente anche in quel caso la voce della verità ha taciuto!!!

da ora utilizzerò il mio vero nome Cerebrofagia!!!!

Associazione ‘Interno18’ ha detto...

è ovvio che la verità abbia taciuto... altrimenti non mi avrebbero più fatto mangiare gratis. E considerando i tempi...

PERCHE" IL MIO BLOG

La libertà di stampa è stata nel tempo al centro di numerose battaglie: il presupposto di partenza era che un'editoria libera da condizionamenti avrebbe potuto garantire una società civile migliore. Ecco perchè il giornalismo è stato spesso definito il QUARTO POTERE (al fianco di quello legislativo, esecutivo e giudiziario), appunto per l'importanza che riveste nella società civile e per gli interessi che inevitabilmente coinvolge. A questo punto vi chiederete il perchè di questo blog, il fine... bhè l'idea a me risulta fin troppo chiara e cercherò di trasmetterla in poche righe. Creare un archivio di notizie fasulle o tendenzialmente faziose, anche le semplici 'marchette' sono ben accette. Dare spazio a commenti ed a liberi sfoghi (sarcasmo ed ironia saranno all'ordine del giorno) per porre un freno necessario a chi strumentalizza l'informazione per interessi propri o altrui. Non mancheranno ovviamente altri argomenti per non risultare monotematico. Si parlerà di storie di vita, di sentimenti e della loro scomparsa, di cinema musica viaggi e quant'altro...