24 nov 2007

testata on line, o giornale murale?

Ho da poco scoperto una doppia e differente corrente di pensiero circa il futuro di internet. Contro chi era fautore, come me, della tesi in base alla quale la 'rete' E' il futuro, c'è chi invece sostiene che nel 2010 internet rappresenterà un fallimento. Questo perchè, stando ai loro studi, i dati che verrebbero inseriti in rete sarebbero di gran lunga superiori alle capacità delle rete stessa. Io, però, in maniera molto ottimistica credo che le giovani 'mente informatiche' (Losco in primis) saranno in grado di risolvere il problema. Il tutto proprio mentre il mitico progetto post chiusura del giornale sta uscendo da quella fase embrionale che, a dire la verità, cominciava a diventare stagnante. Stare al passo con il progresso è diventato un obbligo 'materiale'. Internet ha assorbito di tutto... giornalismo compreso. Stando ad un non proprio recente articolo pubblicato su Pandemia "l'informazione cambia al tempo di internet". Davvero? In realtà credo che chi andava alla ricerca delle cosiddette 'breaking news' già accantonava il giornalismo cartaceo per dedicare attenzione alla tv ed alla radio. Preferisco quindi pensare che l'informazione on line non ha fatto altro che, da un lato, aggiungersi alla tv ed alla radio nei termini della diffusione in tempo reale delle notizie, ma dall'altro è diventato un vero e proprio surrogato delle 'classiche' testate giornalistiche. Un esempio su tutti, 'Il Mattino'. Dal 2000 al 31 dicembre 2006 il picco delle vendite del primo quotidiano campano è emblematico. Si è passati dalle 104.741 copie vendute alle 82.631. Io la relazione con lo sviluppo del giornalismo on line la trovo fin troppo evidente.
Ma stare al passo con il progresso, per qualcuno risulta davvero difficile. Ahimè, nel mirino delle critiche vanno a finirci sempre i nostri cari e poverini parlamentari. Parlando di futuro, nell'accezione più pratica e 'calcolatrice' del termine, mi sono guardato intorno (come tutti i miei ex colleghi). La scoperta? Semplice. Il giornalismo on line è disciplinato da due leggi rispettivamente del 1939 e del 1948. State tranquilli, non ho sbagliato a digitare le date. E' proprio così. Le testate on line sono oggi equiparate, a tutti gli effetti, ai comuni giornali e quindi necessitano di registrazione al competente tribunale. Nulla questio finora in quanto il testo di riferimento è il d.lgs. 9 aprile 2003, n° 70. Il problema sorge però quando, ai fini della registrazione stessa, bisogna specificare se la periodicità è regolare o meno. A quel punto mi hanno invitato a consultare l'Art. 2 della legge 47 del 1948 (in G.U. 20 febbraio 48, n°43) che rimanda all'Art. 9, c.2, della legge 2 febbraio 1939, n° 374. A questo punto le già tante perplessità sono sfociate in un'incredulità irrimediabile. Voglio anche sforzarmi a capire l'estensione analogica (amici giuristi, si dice così?) di leggi risalenti a quasi 70 anni fa, ma il suddetto Art. 9 prevede la figura dello 'stampatore'. A quel punto mi son chiesto 'sarà forse il fornitore di Hosting?'. La risposta è stata secca: NO. Il fornitore di Hosting è considerato come distributore. Mmm... allora? Ed ecco il consiglio dell'oracolo... un dirigente dell'ufficio competente (che avrà avuto all'incirca la stessa età della legge in questione) mi ha detto: 'schiva l'Art 2, come si faceva per i giornali murali'... Ed è proprio vero, la stessa legge del 48 disciplina al fianco dei 'comuni giornali', quelli 'murali' e la loro disciplina è stata estesa alle testate on line...
non meravigliatevi quindi se un giorno troverete le mie firme... sui muri....

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