...un altro capitolo della mia vita si chiude. Alle 23.00 in punto consegneremo le ultime pagine di questa testata che, in positivo o in negativo, ha tracciato la storia del giornalismo casertano. Un giornalismo, a dire il vero, troppo 'interessato', estremamente fazioso in talune circostanze, poco obiettivo ed eccessivamente 'distratto'. In tanti hanno apposto una firma ai propri articoli per arrotondare lo stipendio, in tanti hanno considerato il giornalismo come il 'dopo lavoro', in tanti hanno scritto 'pezzi di favore' con la consapevolezza che prima o poi sarebbe stato ricambiato. Il concetto di equidistanza, qui a Caserta, è stato troppo spesso confuso con quello dell'equivicinanza... errore gravissimo per chi ha il compito di doversi limitare a raccogliere dati, elaborarli e trasmetterli all'opinione pubblica. Ma siamo a Caserta, dove tutto può accadere e viene lasciato al caso. Basti ricordare l'auto delle Poste che giace ancora lì tra i cumuli di immondizia, o anche al ritrovamento di una necropoli estrusca nella città del Foro che dalla sera alla mattina svanisce nel nulla per consentire alle ditte appaltatrici, rigorosamente di Casal di Principe, di proseguire 'senza intoppi' il completamento di una strada che dovrebbe portare in qualche posto, al doppio mandato del sindaco Luigi Falco (questa fa ridere lo so, ma è vera), ai 400mila euro investiti per la produzione di un lungometraggio nella Reggia (stile Guerre Stellari ma anche G7) bastati però solo per preparare il trailer. Siamo a Caserta, dicevo. Dove c'è anche chi si vanta di essere giornalista, ma molti di questi fatti non li mai 'visti'. A questo punto mi chiedo di chi sia la colpa. La nostra? O di chi avrebbe dovuto tutelare la categoria e non lo ha mai fatto? Giornalisti 'marciti' nelle redazioni, parassiti e servi di un padrone 'politicante' non rappresentano altro che la proiezione di un malessere che sta ai vertici dell'informazione casertana. Chi la controlla ne è troppo distante...
...un altro capitolo della mia vita si chiude... ma ora senza rammarico se non per pochissimi 'eletti' che reputo in grado di dare una svolta...
Avanti, ragazzi.... solo avanti....
29 nov 2007
24 nov 2007
testata on line, o giornale murale?
Ho da poco scoperto una doppia e differente corrente di pensiero circa il futuro di internet. Contro chi era fautore, come me, della tesi in base alla quale la 'rete' E' il futuro, c'è chi invece sostiene che nel 2010 internet rappresenterà un fallimento. Questo perchè, stando ai loro studi, i dati che verrebbero inseriti in rete sarebbero di gran lunga superiori alle capacità delle rete stessa. Io, però, in maniera molto ottimistica credo che le giovani 'mente informatiche' (Losco in primis) saranno in grado di risolvere il problema. Il tutto proprio mentre il mitico progetto post chiusura del giornale sta uscendo da quella fase embrionale che, a dire la verità, cominciava a diventare stagnante. Stare al passo con il progresso è diventato un obbligo 'materiale'. Internet ha assorbito di tutto... giornalismo compreso. Stando ad un non proprio recente articolo pubblicato su Pandemia "l'informazione cambia al tempo di internet". Davvero? In realtà credo che chi andava alla ricerca delle cosiddette 'breaking news' già accantonava il giornalismo cartaceo per dedicare attenzione alla tv ed alla radio. Preferisco quindi pensare che l'informazione on line non ha fatto altro che, da un lato, aggiungersi alla tv ed alla radio nei termini della diffusione in tempo reale delle notizie, ma dall'altro è diventato un vero e proprio surrogato delle 'classiche' testate giornalistiche. Un esempio su tutti, 'Il Mattino'. Dal 2000 al 31 dicembre 2006 il picco delle vendite del primo quotidiano campano è emblematico. Si è passati dalle 104.741 copie vendute alle 82.631. Io la relazione con lo sviluppo del giornalismo on line la trovo fin troppo evidente.
Ma stare al passo con il progresso, per qualcuno risulta davvero difficile. Ahimè, nel mirino delle critiche vanno a finirci sempre i nostri cari e poverini parlamentari. Parlando di futuro, nell'accezione più pratica e 'calcolatrice' del termine, mi sono guardato intorno (come tutti i miei ex colleghi). La scoperta? Semplice. Il giornalismo on line è disciplinato da due leggi rispettivamente del 1939 e del 1948. State tranquilli, non ho sbagliato a digitare le date. E' proprio così. Le testate on line sono oggi equiparate, a tutti gli effetti, ai comuni giornali e quindi necessitano di registrazione al competente tribunale. Nulla questio finora in quanto il testo di riferimento è il d.lgs. 9 aprile 2003, n° 70. Il problema sorge però quando, ai fini della registrazione stessa, bisogna specificare se la periodicità è regolare o meno. A quel punto mi hanno invitato a consultare l'Art. 2 della legge 47 del 1948 (in G.U. 20 febbraio 48, n°43) che rimanda all'Art. 9, c.2, della legge 2 febbraio 1939, n° 374. A questo punto le già tante perplessità sono sfociate in un'incredulità irrimediabile. Voglio anche sforzarmi a capire l'estensione analogica (amici giuristi, si dice così?) di leggi risalenti a quasi 70 anni fa, ma il suddetto Art. 9 prevede la figura dello 'stampatore'. A quel punto mi son chiesto 'sarà forse il fornitore di Hosting?'. La risposta è stata secca: NO. Il fornitore di Hosting è considerato come distributore. Mmm... allora? Ed ecco il consiglio dell'oracolo... un dirigente dell'ufficio competente (che avrà avuto all'incirca la stessa età della legge in questione) mi ha detto: 'schiva l'Art 2, come si faceva per i giornali murali'... Ed è proprio vero, la stessa legge del 48 disciplina al fianco dei 'comuni giornali', quelli 'murali' e la loro disciplina è stata estesa alle testate on line...
non meravigliatevi quindi se un giorno troverete le mie firme... sui muri....
Ma stare al passo con il progresso, per qualcuno risulta davvero difficile. Ahimè, nel mirino delle critiche vanno a finirci sempre i nostri cari e poverini parlamentari. Parlando di futuro, nell'accezione più pratica e 'calcolatrice' del termine, mi sono guardato intorno (come tutti i miei ex colleghi). La scoperta? Semplice. Il giornalismo on line è disciplinato da due leggi rispettivamente del 1939 e del 1948. State tranquilli, non ho sbagliato a digitare le date. E' proprio così. Le testate on line sono oggi equiparate, a tutti gli effetti, ai comuni giornali e quindi necessitano di registrazione al competente tribunale. Nulla questio finora in quanto il testo di riferimento è il d.lgs. 9 aprile 2003, n° 70. Il problema sorge però quando, ai fini della registrazione stessa, bisogna specificare se la periodicità è regolare o meno. A quel punto mi hanno invitato a consultare l'Art. 2 della legge 47 del 1948 (in G.U. 20 febbraio 48, n°43) che rimanda all'Art. 9, c.2, della legge 2 febbraio 1939, n° 374. A questo punto le già tante perplessità sono sfociate in un'incredulità irrimediabile. Voglio anche sforzarmi a capire l'estensione analogica (amici giuristi, si dice così?) di leggi risalenti a quasi 70 anni fa, ma il suddetto Art. 9 prevede la figura dello 'stampatore'. A quel punto mi son chiesto 'sarà forse il fornitore di Hosting?'. La risposta è stata secca: NO. Il fornitore di Hosting è considerato come distributore. Mmm... allora? Ed ecco il consiglio dell'oracolo... un dirigente dell'ufficio competente (che avrà avuto all'incirca la stessa età della legge in questione) mi ha detto: 'schiva l'Art 2, come si faceva per i giornali murali'... Ed è proprio vero, la stessa legge del 48 disciplina al fianco dei 'comuni giornali', quelli 'murali' e la loro disciplina è stata estesa alle testate on line...
non meravigliatevi quindi se un giorno troverete le mie firme... sui muri....
19 nov 2007
anche l'immondizia riceve la... posta
ebbene sì, a Caserta accade anche questo. In mattinata, mentre mi recavo a lavoro ed ammiravo il panorama che giace all'ombra della Reggia (pecore, strade dissestate e soprattutto discariche a cielo aperto) mi sono imbattuto in una novità niente male. Tra uno di questi tanti cumuli di immondizia (che poi mi chiedo perchè la gente butta via tutta sta roba? considerando i tempi...) ho scovato la presenza di un'auto oramai mimetizzata tra le buste varie. Il problema, a mio avviso molto serio, è che la Fiat Panda in questione apparteneva alle Poste Italiane almeno fino a qualche tempo fa. Vetri rotti, portiere bloccate, interni inesistenti ed assicurazione scaduta lo scorso 30 settembre.... insomma un'auto inutilizzabile che gli impiegati (o chi per essi) hanno deciso bene di abbandonare tra l'immondizia. Sarebbe proprio il caso di dire che i 'sacchetti' giacciono per le strade di Caserta da così tanto tempo che hanno chiesto la residenza ed ora cominciano anche a ricevere... la posta....A seguire, un frammento del servizio andato in onda in un telegiornale locale...
(per ascoltare l'audio ovviamente dovete prima mettere in pausa l'mp3 player presente nella colonna alla vostra destra)
17 nov 2007
dead journalist working
finalmente aggiorno il blog. So di aver tralasciato argomenti cardine del nostro paese, su tutti la finanziaria ed i pianti del povero Silvio. Il colpo comincia ad essere assorbito anche se qui siamo tutti consapevoli che la batosta arriverà il 29 novembre: per tanti, anzi tantissimi, ultimo effettivo giorno di lavoro. E' in programma una mega cena, di quelle che poi finiscono con lo 'scassarsi' e basta. L'utilità? Mah, non saprei. Dare oggi un significato al concetto di utilità mi suona strano come pochissime altre volte. Stando alle considerazioni di Jeremy Bentham, la massimizzazione dell'utilità sociale dovrebbe essere il fine ultimo della società, che dovrebbe quindi tendere ad ottenere la felicità maggiore per il maggior numero di individui. Io preferisco, in questa fase della mia vita, vederla più come la misura della felicità o soddisfazione individuale. Io, individuo, al centro di un sistema che indirettamente ma in maniera atroce traccia la mia strada. Starà poi a me accettare di seguirla o meno. Tornando al concetto di utilità, mi è stato anche chiesto perchè continuo a scrivere per un giornale che sta chiudendo. La domanda a quel punto l'ho girata anche ai miei colleghi. Risposte varie, alcune sensate altre dettate esclusivamente da una visione disfattista del tutto. Professionalità? Passione? Dignità personale? potrebbero ergersi a motivazioni più che valide. Quando ho sentito parlare di 'dead journalist working' sono scoppiato a ridere, la battuta in fondo è carina... pensando al braccio della morte di via Vivaldi... Ma, io, in realtà continuo a farlo solo per me stesso e per quella nicchia di lettori che apprezzano o contestano i miei pezzi... con onore fino alla fine...
13 nov 2007
addio caro... Giornale

ho i loro sguardi impressi nella mente, sguardi di colleghi ma anche amici... attoniti ed incerti. Sguardi di chi pensa al domani ma trova le strade sbarrate da ricordi atavici impossibili da rimuovere, ma anche di chi prova ad elaborare 'disegni criminali' per consumare una rapida vendetta. Sguardi di chi ha fatto della recente vita lavorativa la propria dimensione, ma anche di chi è sempre stato consapevole che la dimensione futura non avrebbe avuto alcun legame con quella attuale. Sguardi di chi, qui a lavoro, ha trovato veri amici ma anche di chi ha sempre evitato di creare legami in ambito professionale. Sguardi di chi è consapevole di poter 'scrivere' altrove e di chi invece ha maturato la convinzione di abbandonare il mondo del giornalismo con tutte le sue sfaccettature positive e le sue tante noti dolenti. Sguardi di che reputa di aver gettato i propri anni in un progetto fallito e di chi invece li considera una positiva parentesi professionale. Sguardi di chi ha rischiato di affogare in una lacrima e di chi, invece, è rimasto indifferente...
è bastata una telefonata, dall'altro lato c'era Nico: "whè... corri in redazione, è successo quello che non doveva succedere". Nella mia Clio, perennemente a riserva e con i tergicristalli a mezzo servizio e che ricordo di cambiare sempre e solo quando piove, ho raggiunto quel luogo nel quale ho trascorso gli ultimi 32 mesi. Sulla soglia c'era Enza, è bastato un incrocio di sguardi per capire cosa le stesse frullando in testa (è stato meglio non parlare). A seguire ecco Francesco, un pacca sulla spalla e via. Da lì alla redazione mi separavano due metri... 32 mesi praticamente che mi scorrevano vorticosamente nella mente. Quasi avevo paura di entrare per non fare i conti con la verità. Per la prima volta in redazione c'era silenzio. Un silenzio tanto desiderato in alcuni momenti ma ora 'assordante'. Un silenzio che ti raccontava tutto e ti sbatteva in faccia una verità che non avresti mai voluto apprendere. Un silenzio che difficilmente riuscirò a rimuovere. C'erano (in piedi e con tanto di giubbino già indossato) Nico, Marco, Gianni, Fabio e Armando, di fronte Gigi (il capo, nonchè pozzo di saggezza) e Paki immerso nelle sue due pagine di cronaca. Da lì a poco è arrivato Raff, mentre qualcuno cercava di pescare Alessandro in qualche anfratto del palazzo. Ho raggiunto la mia postazione, un'occhiata al monitor e via a battere il pezzo che sarebbe uscito oggi.
Il 30 novembre il 'Giornale di Caserta' chiuderà i battenti per far spazio ad un nuovo progetto più... ambizioso. In pochissimi, forse, ne faranno parte. Ma per chi rimarrà nulla sarà come prima... troppe persone stanno uscendo dalla mia vita, troppo in fretta... al momento ciò che mi resta sono i loro sguardi.
12 nov 2007
dove sta la notizia?
mi appello a voi per 'pescare' la notizia del giorno. Quale sarà mai? la morte di Gabriele o i 40 agenti feriti per la reazione unanime degli ultras di tutta Italia? oppure le versioni contrastanti tra l'agente "ho sparato verso l'alto" e quella del capo della squadra mobile Marco Del Piazza che sostiente che il colpo sia partito accidentalmente? Non voglio arzigogolare tra i luoghi comuni della morte 'che ha sempre la priorità' o dell'abuso di potere delle forze dell'ordine. Inoltre le disquisizioni del caso sono state già tante. Mi chiedo solo perchè la stampa faziosa si divide anche dinanzi a tanta evidenza... perchè sottolineare (IL GIORNALE) gli incidenti pomeridiani e serali piuttosto che marcare l'inettitudine di uno sciagurato arruolato in giovane età perchè magari non intravedeva alcuno sbocco professionale nella propria vita? O ancora, perchè dare spazio alle parole di Gasparri circa l'incapacità di Amato di gestire l'ordine pubblico?
9 nov 2007
...PREcari amici miei...
"wait and see"... aspettate e vedrete. Il Cavaliere parlante ha imparato altre due parole d'inglese, la congiunzione 'and' forse già la conosceva... e così mentre il Prof cerca di dare lo zuccherino a tutti per far viaggiare spedita la finanziaria all'interno del Senato c'è chi si preoccupa di attendere il fatidico 14 novembre solo per godersi la caduta del secondo governo Prodi. Precari, 'class action' e Registro speciale dei simboli di partito sono attualmente al vaglio della manovra economica. Non voglio ovviamente soffermarmi sulle 'mancate intese' di governo, sull'ostruzionismo della goliardica opposizione nè tantomeno sugli aspetti puramenti tecnici delle riforme proposte (anch'esse molto ma molto discutibili). Cerco solo di portare alla vostra conoscenza alcuni dati elaborati dall'Istituto per lo Sviluppo della Formazione dei Lavoratori e dell'Istituto Nazionale di Statistica. Al 31 dicembre 2006 sono 2.809.000 i lavoratori assunti con forme contrattuali 'precarie', a cui però vanno aggiunti i 948.000 lavoratori provenienti da esperienze 'precarie' terminate ed in cerca di nuova occupazione, per un totale di 3.757.000 lavoratori. Se a questi dati aggiungiamo che attualmente diventa sempre più difficile il passaggio dal 'precariato' alla stabilità contrattuale... si rischierebbe di cadere nello sconforto. Due sono le domande che al momento mi assillano. La prima è indirizzata agli amici giuristi: negli anni d'oro dei miei studi universitari (a buon intenditor poche parole) mi pare di non aver mai trovato disciplinato il CONTRATTO PRECARIO, cosa che i neologismi vari cominciano gravemente a prevedere. Mi sbaglio? La seconda è rivolta a chi potrebbe utilizzare gli strumenti mediatici per porre in risalto le tante piaghe del nostro paese. Perchè il quotidiano on line più visitato in Italia mi si apre oggi con un minatorio 'wait and see' piuttosto che con una disquisizione sulla situazione di milioni di 'precari' che vivono, involontariamente, in una situazione lavorativa che rileva mancanza di continuità nella partecipazione al mercato del lavoro e mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura? Utilizzate lo spazio dei commenti per rispondere...
8 nov 2007
...senza parole... un Maestro già dimenticato
Apro questo post con avvilimento e tanto disprezzo. Ieri si è svolto il 'Convegno sull'informazione locale' presso la sala conferenze di Palazzo Marini che ha sede alla Camera dei Deputati. Scopo del convegno è stata l'accelerazione dell'iter sul disegno di legge circa le risorse dei finanziamenti alle testate locali. Si tratta, in effetti, di modificare una normativa atavica (risalente a 25 anni fa) ed il disegno di legge è stato regolarmente presentato ed attualmente è al vaglio della Commissione Cultura della Camera. Nulla di che fino ad ora... peccato però che in quella sede erano presenti le più rappresentative cariche del giornalismo italiano (da Giuseppe Tatarella, presidente della F.I.P.ED. 'federazione italiana piccoli editori, a Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine dei Giornalisti Italiani, mentre a fungere da moderatore Oscar Giannino, direttore di 'Libero mercato') e, solo al termine del convegno (dopo oltre un'ora), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Ricardo Franco Levi, in apertura del proprio intervento, ha ricordato il compianto maestro Enzo Biagi. Capisco che all'ordine del giorno del convegno c'era ben altro, ma erano o no tutti giornalisti? A lasciarci è stato, forse, proprio il 'padre' del giornalismo italiano?... mah...
7 nov 2007
notizie destabilizzanti?...mah...
...buongiorno mondo. Bella giornata oggi: sole e vento. A tratti sudi ed improvvisamente hai freddo... domani tutti a letto con l'influenza!!! Inauguro il blog con un argomento che non poteva non riguardare la mia passione: il basket. A cui però è strettamente collegata (giusto per rimanere in tema blog) l'informazione intesa esclusivamente come il risultato di una raccolta, elaborazione, manipolazione ed organizzazione di dati in una forma tale da influenzare la conoscenza del ricevente. Detto questo credo che lo scopo di un giornalista, o pseudotale, sia quello di portare alla conoscenza dell'opinione pubblica i cosiddetti 'fatti'. Qualunque essi siano!!! Caserta è colma di pseudo-giornalisti ed io ne faccio parte con orgoglio. Ma ci sono pseudo-giornalisti che quanto meno provano a raggiungere lo scopo su indicato e ad affrancarsi da tale status, altri rischiano seriamente di non scrollarsi mai di dosso questa etichetta. Informazione-Basket-Caserta: un bel miscuglio qui all'ombra della Reggia. Ho sentito e letto che in questi giorni qualcuno ha diffuso notizie destabilizzanti l'ambiente dell'amata Juvecaserta. 'notizie create ad hoc'.... Poi ho effettuato una ricerca su un semplice dizionario ed ho scoperto che destabilizzare è anche sinonimo di 'rovesciare, sconfessare, sovvertire, invalidare, rinnegare ed addirittura ripudiare'. Ho creduto seriamente che il dizionario fosse da gettare nel camino da qui ad un paio di settimane. Ma non sarà così. Chi è stato accusato di diffondere notizie destabilizzanti ha solo svolto il proprio lavoro: raccogliere, elaborare... e quant'altro detto sopra. Raccontare la verità non vuol dire destabilizzare... sappiatelo! il vostro pseudo.... Vincenzo
6 nov 2007
la prima
...e così presento il mio blog. Secondo alcuni è moda per altri esibizionismo. Io preferisco pensarla in controtendenza. Come avete potuto apprendere dalla descrizione, in questo spazio si parlerà di giornalismo e di informazione. Attenzione però questo blog non vuole essere fonte di notizie, bensì prenderà in considerazione tutte le sfaccettature inerenti la libertà di stampa e l'editoria libera da ogni forma di condizionamento. Non è un caso se il giornalismo è stato considerato negli anni come il 'Quarto Potere' dopo quello legislativo, esecutivo e giudiziario e non è un caso che, proprio per questo motivo, è oggi controllato da interessi estremamente faziosi!!!
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PERCHE" IL MIO BLOG
La libertà di stampa è stata nel tempo al centro di numerose battaglie: il presupposto di partenza era che un'editoria libera da condizionamenti avrebbe potuto garantire una società civile migliore. Ecco perchè il giornalismo è stato spesso definito il QUARTO POTERE (al fianco di quello legislativo, esecutivo e giudiziario), appunto per l'importanza che riveste nella società civile e per gli interessi che inevitabilmente coinvolge. A questo punto vi chiederete il perchè di questo blog, il fine... bhè l'idea a me risulta fin troppo chiara e cercherò di trasmetterla in poche righe. Creare un archivio di notizie fasulle o tendenzialmente faziose, anche le semplici 'marchette' sono ben accette. Dare spazio a commenti ed a liberi sfoghi (sarcasmo ed ironia saranno all'ordine del giorno) per porre un freno necessario a chi strumentalizza l'informazione per interessi propri o altrui. Non mancheranno ovviamente altri argomenti per non risultare monotematico. Si parlerà di storie di vita, di sentimenti e della loro scomparsa, di cinema musica viaggi e quant'altro...